Dall'asfalto ai tablet: Simone Digennaro analizza l'evoluzione del gioco

L'intervista al professor Simone Digennaro esplora l'evoluzione del gioco infantile, tra nostalgia della piazza e nuove sfide tecnologiche.
Il passaggio dal gioco spontaneo a quello digitale
Il dibattito sul cambiamento delle abitudini delle nuove generazioni è sempre più centrale nel discorso pedagogico contemporaneo. Il professor Simone Digennaro, esperto in pedagogia speciale, affronta il tema del passaggio dai classici giochi di strada — come il calcio tra i vicoli delle piazze — alle moderne modalità di intrattenimento dominate dalla tecnologia e da attività fortemente strutturate.
Mentre il passato era caratterizzato da una socialità spontanea e non mediata, l'infanzia odierna si trova a navigare tra schermi digitali e programmi educativi organizzati. Questa transizione solleva interrogativi cruciali sulla capacità dei bambini di sviluppare competenze sociali e di gestione del tempo libero in totale autonomia.
Sistemi educativi e infanzia a rischio
Oltre al tema del gioco, l'analisi si sposta sulla resilienza e sull'efficacia dei sistemi educativi attuali. Un punto focale dell'intervento riguarda la protezione e il supporto per l'infanzia a rischio, un segmento della popolazione che richiede strategie pedagogiche sempre più mirate, inclusive e capaci di rispondere a bisogni complessi.
La pedagogia speciale gioca un ruolo fondamentale nel definire nuove soluzioni per:
- Il supporto ai minori che vivono in contesti di fragilità sociale.
- L'integrazione consapevole tra tecnologie digitali e apprendimento sano.
- Il recupero di spazi di socialità fisica e di gioco libero.
Attraverso l'esperienza di docenti specializzati, emerge la necessità di un equilibrio tra le innovazioni tecnologiche e la salvaguardia di quegli elementi fondamentali dello sviluppo umano che un tempo trovavano terreno fertile nelle piazze di quartiere.
